Non è questione di altezza, ma di prospettiva…


Osservate le due immagini qui sotto: notate anche voi qualche evidente analogia?

La fotografia ritrae in ordine cronologico gli ultimi 4 presidenti della Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti, con l’indicazione della loro statura: da sinistra, Paul Volcker (204 cm di altezza), Alan Greenspan, Ben Bernanke e Janet Yellen (152 cm). Il grafico rappresenta invece l’andamento dei tassi di interesse dei titoli governativi decennali americani (i cosiddetti “T-note”, equivalenti ai Btp italiani con scadenza a 10 anni)  dal 1979, anno in cui Volcker venne nominato a capo della Fed, ai giorni nostri: dal 15% dei primi tempi si è scesi fino ai valori odierni, intorno al 2%.

COME SI MUOVERANNO I TASSI AMERICANI IN FUTURO?

Quindi, è evidente che per conoscere l’andamento dei tassi di interesse americani nei prossimi anni sarà sufficiente conoscere l’altezza di chi prenderà il posto della Yellen alla scadenza del mandato di quest’ultima, prevista per il 3 febbraio 2018. Facile, non trovate?

Sarebbe bello poter fare previsioni sui mercati finanziari in maniera così semplice ed intuitiva. La realtà delle cose è molto più complessa, ed è necessario un costante studio del sistema economico mondiale per poter fare delle previsioni attendibili. Nel caso specifico dei tassi di interesse, sappiamo che l’America ha iniziato un percorso di graduale rialzo dei tassi (accompagnato da una progressiva riduzione del bilancio), ma è ancora presto per capire con esattezza quale sarà la progressione dei rialzi. Ci viene in aiuto un grafico (a fianco) che riporta le indicazioni fornite da ciascuno dei membri del FOMC, l’organismo che decide il livello dei tassi di sconto ufficiali in America. I puntini rappresentano l’indicazione del tasso di interesse che ogni membro del comitato ritiene appropriato ad ogni data futura: presumibilmente, nella realtà i “Fed funds” (cioè i tassi ufficiali) si collocheranno ad un valore prossimo alla media delle singole espressioni di voto.

RIALZO DEI TASSI: QUALI CONSEGUENZE SUI PORTAFOGLI DEGLI INVESTITORI?

Ciò che appare evidente, in ogni caso, è la tendenza al rialzo dei tassi americani nei prossimi anni. Per questo, i risparmiatori faranno bene a ragionare sull’opportunità di modificare il loro portafoglio per quanto riguarda, ad esempio, il debito governativo e  l’esposizione al dollaro americano, due strumenti finanziari il cui valore in prospettiva sarà molto influenzato dal movimento dei tassi di interesse.

Se non siete sicuri di poter comprendere la relazione tra le variabili in gioco e di saper decidere che cosa sia meglio detenere in portafoglio in questa fase di mercato, sono a vostra disposizione per aiutarvi, non esitate a contattarmi! (info@capireperinvestire.it oppure 340.6496.303)

Se invece la foto di apertura vi ha convinto a scegliere quel metodo di valutazione, sappiate che il più probabile successore di Janet Yellen  è Gary Cohn, un uomo molto alto…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

     

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