Il tasso di cambio non è un animale un po’ miope 2


Qualche giorno fa ricevo una mail da un amico. L’oggetto della mail è il seguente: “Dov’è la fregatura?”. Il testo è molto laconico, e contiene soltanto un codice isin: XS1488416329.

Verifico a che cosa corrisponde il codice isin indicato, e mi affretto a contattare il mio amico, tranquillizzandolo sul fatto che non si tratta di una fregatura ma di un concetto molto differente, che con termini finanziari potremmo definire “rischio di tasso di cambio“.
 
Lo strumento finanziario in questione è una obbligazione senior unsecured emessa dalla Banca internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo (Birs, o Ibrd in inglese, conosciuta anche come Banca Mondiale o World Bank), con scadenza il 26 settembre 2019 e cedola trimestrale del 1,9% (corrispondente al 7,6% su base annua). Il bond, quotato sul mercato telematico di Borsa Italiana, è stato emesso nell’ambito del programma per lo sviluppo sostenibile, con l’intento di finanziare progetti di crescita in alcuni Paesi Emergenti.
 
La particolarità dell’emissione è di essere un investimento in Real, la moneta del Brasile, e da questo fatto sorge la domanda che mi è stata posta dal mio amico.
Il rendimento dell’obbligazione World Bank, 7,6% annuo, è in effetti molto elevato rispetto ad altri bond che potrebbero sembrare simili (ma che non lo sono), ma è facilmente spiegabile considerando la divisa di regolamento del titolo, il real brasiliano appunto. Il tasso di interesse ufficiale in Brasile è attualmente pari al 14%, un livello nemmeno lontanamente immaginabile per l’area Euro. Questo comporta che tutte le emissioni nella divisa di riferimento del Brasile devono essere “coerenti” con quel tasso di interesse, che funge da “base di partenza” per poi determinare l’effettivo rendimento di una obbligazione in base ad altri criteri (scadenza, affidabilità dell’emittente, struttura cedolare, ecc.).
 
Che cosa accade, nella pratica, ad un investitore italiano che acquista quell’emissione? Il concetto da tenere a mente, come detto prima, è quello del “rischio di cambio”, in particolare l’andamento del tasso di cambio tra Euro e BRL (il real brasiliano).
Nel momento in cui si procede all’acquisto, infatti, si “fissa” un tasso di cambio, ovvero si convertono degli euro in real per pagare l’obbligazione. Allo stesso modo, quando si ricevono le cedole o il rimborso del titolo si effettuerà un’operazione inversa, convertendo i real ricevuti in euro (tale conversione viene effettuata “in automatico”, dato che l’obbligazione della World Bank prevede il regolamento in Euro). Questa operazione di cambio valutario andrà quindi ad incidere sul rendimento complessivo dell’investimento, determinando una performance che non è prevedibile a priori. Se il movimento del cambio Euro/Real sarà stato vantaggioso produrrà un ulteriore guadagno per l’investitore, mentre al contrario una svalutazione del Real brasiliano contro Euro si tradurrà in una penalizzazione che ridurrà il rendimento complessivo, potendo in certi casi farlo diventare anche negativo.
 
Facciamo due esempi numerici per chiarire meglio i possibili risultati che si possono conseguire a scadenza, in funzione dell’andamento del cambio Euro/Real brasiliano (per semplicità, le simulazioni sono fatte al lordo dell’effetto fiscale).
 Calcolo rendimenti bond brl
Infine, alcune caratteristiche dell’obbligazione WB 7,6% 26/9/2019 Brl.
  • La tassazione di tutti i proventi è al 12,5%, analoga a quella dei titoli di stato.
  • L’obbligazione è quotata al Mot, ed è negoziabile con tagli di 10.000 Real.
  • Il rating dell’emittente è AAA (il migliore possibile), e l’obbligazione non è soggetta al rischio Bail In.

Nello stesso programma di “obbligazioni per lo sviluppo sostenibile” della Banca internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo sono già stati quotati titoli analoghi espressi in Rand sudafricano, Yuan cinese e Rupia indiana. Inoltre, sono attualmente in fase di quotazione analoghe obbligazioni in Lira turca e Peso messicano.

 
Ulteriori informazioni possono essere reperite sul sito www.obbligazionisostenibili.org.
     

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2 commenti su “Il tasso di cambio non è un animale un po’ miope

  • Guido Arrighi

    Potresti gentilmente spiegarci come coprirci dal rischio di tasso di cambio eur/lira turca nel caso di acquisto di questa obbligazione?
    Grazie da Guido Arrighi

    • Edoardo L'autore dell'articolo

      Buongiorno Guido.
      Per le necessità tipiche di un investitore privato (quindi escludendo operazioni di taglio molto elevato che richiedono soluzioni fatte “su misura”), esistono alcuni strumenti “semplici” che consentono di coprire il rischio di oscillazione tra due valute. Ad esempio, oggi esistono degli ETC (Exchange Traded Commodities) quotati sulle principali Borse che consentono di operare “long” o “short” sulle principali valute mondiali (ovvero di prendere posizione al rialzo o al ribasso su una divisa rispetto ad un’altra). Oppure si possono fare i cosiddetti “forward”, ovvero operazioni “a termine” nelle quali si definisce subito il tasso di cambio al quale, in una data futura, si chiuderà l’operazione stessa.
      Tuttavia, a monte di questo discorso, devo dare una piccola delusione a chi sta leggendo. La finanza è una scienza esatta, in cui “non esistono pasti gratis”. Sarebbe troppo bello poter acquistare una obbligazione in valuta estera con un rendimento molto elevato, coprire il rischio di cambio e godersi serenamente i frutti dell’investimento, ma purtroppo ciò non è possibile. Qualsiasi tasso di cambio tra due valute, infatti, in ogni momento “sconta” o “incorpora” quello che si definisce “differenziale di tasso”, ovvero proprio la differenza di tasso di interesse esistente tra le due divise. Ciò equivale a dire che se io mi compro un bond in lire turche emesso dalla World Bank e poi mi copro dal rischio di cambio Eur/Try, il mio risultato finale sarà sostanzialmente equivalente ad aver acquistato una obbligazione della World Bank espressa in euro… (possono esserci piccole differenze dovute a varie cause che non approfondisco in questa sede). Per un approfondimento sul tema, suggerisco di leggere questo altro articolo: http://www.capireperinvestire.it/investimenti/copertura-rischi-cambio-euro-dollaro/ .
      Spero di aver chiarito la questione in maniera sufficientemente chiara.