Da Nokia a Facebook: come investire oggi nel settore delle comunicazioni?


Colle NivoletLa scorsa settimana le previsioni meteo segnalavano un ottimo clima in montagna, ideale per un giro in moto. Allora ho deciso di riunire alcuni amici per una gita sulle maestose Alpi piemontesi. Ho contattato qualcuno di loro tramite cellulare, ad altri ho mandato un Whatsapp, con uno ci siamo scritti su Messenger, e a tutti ho sottoposto un sondaggio sulla data preferita per l’uscita tramite Doodle (a proposito, lo conosci? E’ un ottimo strumento se devi organizzare una cena, una riunione o un evento e non sai che data preferiscono i partecipanti: in un attimo crei un sondaggio da inviare a tutti i partecipanti).

Soltanto venti anni fa, per organizzare la stessa gita, avrei probabilmente fatto molte telefonate da e verso il numero fisso, e magari lasciato qualche messaggio in segreteria telefonica. Forse avrei potuto mandare un fax con il calendario, attendendo poi che tutti me lo rimandassero indietro compilato.

IL FAX? ROBA PREISTORICA…

Avrai già capito che cosa voglio evidenziare. Il mondo delle telecomunicazioni è cambiato radicalmente in questo inizio secolo, e le soluzioni all’avanguardia pochi anni fa oggi sono pressoché “sparite”. (Ad esempio, hai provato di recente a cercare un esercizio pubblico che sia ancora in grado di offrire il servizio di invio fax?) Molte aziende del settore “telecom” hanno chiuso, sono state inglobate da altre o hanno modificato il proprio ambito di attività per sopravvivere. Molte altre, che non esistevano allo scoccare del nuovo millennio, oggi valgono decine di miliardi di dollari e fanno affari d’oro con le nuove forme di comunicazione.

E CHI AVEVA LE AZIONI DI NOKIA?

E così, il classico investitore cassettista, che magari nel 2000 aveva comprato le azioni delle società di telecomunicazioni con l’idea di tenerle lì e guadagnare con i dividendi, “che tanto cosa vuoi che succeda di brutto, sono aziende che non falliscono”, si è trovato con l’amara sorpresa di un portafoglio titoli in fortissima perdita, senza molte speranze di poter recuperare il capitale investito. Seat Pagine Gialle, Telecom, Ericsson, Nokia… chi se le ricorda più?

Il mondo della finanza non è immutabile, e tende ad adeguarsi al progresso ed all’evoluzione dell’economia mondiale. Stessa cosa fanno anche gli indici azionari di Borsa, ovvero gli strumenti che consentono di misurare lo stato di salute dell’insieme delle aziende quotate: anch’essi vengono periodicamente rivisti modificandone la composizione. Un indice azionario è infatti una sorta di “portafoglio virtuale” che racchiude tutte le società quotate in uno specifico mercato o settore azionario. Esistono centinaia di indici azionari, che servono per analizzare nel dettaglio l’andamento finanziario di specifiche aree geografiche o determinati settori. (Ad esempio, avrai sentito parlare del “Ftse Mib”, il principale indice azionario che fa riferimento alla Borsa italiana: comprende le prime 40 società per importanza e capitalizzazione tra quelle quotate a Milano.)

INDICI IN MOVIMENTO

Il prossimo 28 settembre alcuni di questi indici saranno oggetto di un cambiamento epocale nella loro composizione. In particolare, il cambiamento riguarderà l’indice del settore delle telecomunicazioni. La tabella seguente illustra chiaramente le variazioni più importanti che verranno fatte:

variazione indici settoriali

(Technology = Tecnologia; Discretionary = Beni e servizi non essenziali; Comm. Services = Servizi della comunicazione).

Certamente hai già notato la rivoluzione che verrà messa in atto. I nuovi protagonisti del settore “telecom” (che non a caso verrà ridenominato “servizi della comunicazione”) saranno le grandi società che per abitudine consideriamo appartenenti all’ambito della tecnologia, ma che invece hanno da tempo superato la fase della novità e sono entrate a far parte del nostro vivere quotidiano. Facebook, Google, Netflix, Sky non sono più le grandi innovazioni informatiche appena nate, ma strumenti che probabilmente anche tu utilizzi tutti i giorni per comunicare come prima facevi con il telefono, o per trascorrere il tempo libero come prima facevi con il televisore di casa.

In virtù di queste modifiche, anche il peso dei vari settori merceologici sul totale dell’economia mondiale verrà rivisto, ecco quali saranno gli effetti di questa revisione:

Si riduce la componente di ciò che viene considerato “tecnologico”, ed aumenta di molto il peso del comparto dei servizi di comunicazione, che nella nuova versione (e con gli importanti nomi che ne faranno parte) tornerà ad essere protagonista del mercato azionario dopo anni di oblio. Questa rinnovata importanza per il settore è dovuta al fatto che stiamo parlando di  strumenti e servizi dei quali non possiamo più fare a meno, e che continueranno a far crescere il fatturato delle società che li propongono e, cosa altrettanto probabile, porteranno alla nascita di nuove aziende capaci di introdurre soluzioni rivoluzionarie e innovative sul mercato.

INVESTIMENTI PASSIVI? SI’, MA…

Perché ti sto raccontando tutto questo? Quali implicazioni ha questa variazione degli indici per chi investe i propri risparmi sui mercati azionari?

Ti ho già detto che adottare la filosofia del “cassettista” sulle singole azioni (ovvero comprarle con l’idea di “metterle lì nel cassetto” e non toccarle mai) al giorno d’oggi non paga più, anzi rischia di causare gravi perdite. L’evoluzione è troppo rapida per poter pensare che tra 10 anni i leader di mercato saranno gli stessi di oggi, e le rivoluzioni tecnologiche come abbiamo visto sono improvvise e difficilmente prevedibili nel lungo termine. Oggi c’è bisogno di una gestione attiva dei tuoi risparmi, che analizzi i mutamenti del mercato e sia in grado di cogliere le grandi opportunità offerte da tali cambiamenti epocali, al di là delle oscillazioni di prezzo di breve periodo.

Come credo avrai capito da questo articolo, anche decidere di investire passivamente in uno o più settori può rivelarsi una scelta non ottimale se non la si monitora nel tempo. I cosiddetti FANG (se non sai che cosa significa questa sigla leggi qui), principali artefici della crescita vigorosa del settore tecnologico nei mesi scorsi, a breve “cambieranno casa” entrando a far parte del settore dei servizi di comunicazione, e  non saranno i soli a spostarsi da un settore all’altro.  Se oggi tu avessi investito nel settore della tecnologia (ad esempio tramite un Etf o un certificato) per avere azioni di Facebook, Netflix e Google, tra un mese ti troveresti a non avere più quei titoli in portafoglio, a meno che tu non apporti le dovute modifiche al tuo investimento. Infatti, gli strumenti passivi (come gli Etf ed i certificati) replicano esattamente il rispettivo indice di riferimento, e dunque nel momento in cui tale indice viene modificato anche loro si adeguano “in automatico”, vendendo subito ciò che non ne fa più parte: non c’è nessun intervento umano che possa valutare l’opportunità di compiere o meno tale operazione.

Ecco perché affidarti ad una consulenza finanziaria personalizzata, attiva ed informata può fare una grande differenza per i tuoi risparmi, molto più sovente di quanto credi. Ci hai mai pensato?

Se vuoi approfondire l’argomento o avere maggiori informazioni, contattami in privato.

 

     

Se ti è piaciuto, condividi! Grazie.
  • 1
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *