Bancomat: 50 anni ma non li dimostra. Storia degli ATM.

Bancomat

La carta Bancomat, al giorno d’oggi, è uno strumento di uso comune per la maggior parte delle persone. I terminali diventano sempre più evoluti, ed oltre al prelievo di denaro contante consentono ormai di eseguire svariate operazioni finanziarie con la propria tessera. Nelle postazioni automatiche di molte banche, infatti, oggi è possibile effettuare versamenti, pagare bollettini postali, Mav e Rav, acquistare ricariche telefoniche, pagare il bollo auto, ecc. Anche il rilascio della tessera Bancomat, all’atto dell’apertura di un conto corrente, è diventata una prassi quasi automatica, a tal punto che molte banche lo offrono gratis ai loro correntisti (se la tua banca ti fa ancora pagare per avere o usare la tessera Bancomat, ti suggerisco di andare a lamentarti!).

COME E’ NATO IL BANCOMAT?

Ma come è nato il Bancomat? E quando è successo? Scopri la storia della nascita degli ATM (Automatic Teller Machine) proseguendo nella lettura di questo articolo.

Si iniziò a pensare alla realizzazione di un apparecchio automatizzato per il prelievo di denaro negli anni ’50, durante il boom economico seguente alla Seconda Guerra Mondiale. Tuttavia, per la realizzazione del primo terminale Bancomat fu decisivo l’intervento dei sindacati bancari, che in quegli anni chiedevano a gran voce in tutto il mondo un orario più favorevole per i dipendenti delle banche.

DOVE VENNERO INSTALLATI I PRIMI BANCOMAT?

I primi terminali operativi vennero installati in Svezia (l’apparecchio si chiamava “Bankomat”) e nel Regno Unito (“Barclaycash” e “Chubb MDR”). Nei primi modelli non era ancora prevista l’attuale tessera: l’apparato funzionava con dei voucher magnetici monouso, che si ritiravano allo sportello bancario e venivano poi introdotti nel terminale per ritirare il denaro. Venne perciò ideato l’acronimo ATM: “Automatic Teller Machine”, cioè “macchina distributrice automatica”.

bancomat terminale pinLa tecnologia che fornì l’elemento cruciale per il funzionamento del Bancomat fu l’algoritmo che consentì di associare un PIN (“Personal Identification Number”, ovvero Numero di Identificazione Personale) univoco del cliente al suo conto corrente bancario: un’operazione che oggi pare banale, ma che all’epoca rappresentò una sfida impegnativa per gli ingegneri. Inoltre, l’evoluzione nella videografica dei computer rese possibile la realizzazione di un apparecchio abbastanza semplice da utilizzare per la clientela, che veniva guidata durante l’operazione da indicazioni proposte sullo schermo, come avviene ancora oggi.

In America bisognò attendere il 2 settembre 1969 per vedere in funzione il primo Bancomat, il “Docuteller”: era in grado di erogare una somma fissa di denaro ogni volta che un cliente introduceva una speciale scheda codificata nell’apparecchio. La Chemical Bank, che lo lanciò, fu così entusiasta dell’innovazione da annunciare con orgoglio che “il 2 settembre la nostra banca aprirà alle 9 del mattino e non chiuderà mai più!”.

E quando arrivò il primo bancomat in Italia? Nel 1976. Fu la Cassa di Risparmio di Ferrara ad installare ed attivare il primo terminale nel nostro Paese.

IBM SVILUPPO’ IL PRIMO SISTEMA MODERNO DI PRELIEVO AUTOMATICO

IBM, all’epoca la più importante azienda di computer al mondo, venne incaricata di realizzare un sistema in grado di “mettere in rete” gli ATM installati con i computer di tutte le banche. Dopo anni di ricerche compiute insieme alla Lloyds Bank di Londra, nel 1973 il lancio di “IBM 2984” costituì la nascita del primo vero apparecchio Bancomat per come lo conosciamo oggi. Bisognò però attendere il 1979 per poter prelevare con la tessera Bancomat anche tramite terminali di banche diverse da quella in cui si aveva il conto corrente, dietro pagamento di una commissione.

“BANCOMAT: L’UNICA INNOVAZIONE VERAMENTE UTILE NEL SETTORE BANCARIO”

Paul Volcker, a capo della Federal Reserve (la FED, Banca Centrale degli Stati Uniti d’America) negli anni ’80, arrivò a definire il Bancomat “l’unica innovazione veramente utile nel settore bancario“. Questa affermazione fa capire quale cambiamento radicale nelle abitudini finanziarie della nostra società sia stato apportato con l’introduzione degli apparecchi Bancomat. La loro persistenza e diffusione, ad oltre 50 anni dal lancio, ne è la testimonianza più efficace.

 

     

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