Crearsi gli euro da soli? Bankitalia dice “No!” (e ci mancherebbe altro)

Banconote da 200 euro

A chi non piacerebbe poter stampare in proprio del denaro, magari per pagare il mutuo o per togliersi qualche sfizio? E così, sfruttando la scusa della crisi e delle difficoltà economiche per attrarre un maggior numero di visite, su internet si stanno moltiplicando le pagine che suggeriscono ai lettori di procedere alla creazione di “moneta scritturale”: in sostanza, dicono alcuni, sarebbe sufficiente prendere un pezzo di carta e scrivervi sopra “50 euro” (o anche 100, o perché no 200), e poi utilizzare quel pezzo di carta per effettuare pagamenti e rimborsi verso creditori pubblici e privati.

E’ fin troppo evidente, a mio giudizio, l’assurdità di queste affermazioni, ma credo di aver sottovalutato la questione se la Banca d’Italia ha ritenuto opportuno pubblicare una nota ufficiale per smentire la validità della pratica di creazione in proprio di moneta scritturale.

BANCA D’ITALIA CHIARISCE: LA MONETA SCRITTURALE IN PROPRIO NON HA VALORE

Il comunicato della Banca d’Italia si può leggere visitando questo link. E’ la stessa Bankitalia a chiarire che le sue precisazioni si sono rese necessarie perché “alcuni sostenitori di queste idee, attivi sul web, mettono a disposizione specifici moduli da utilizzare per la creazione degli “euro scritturali” e per la comunicazione del presunto pagamento da indirizzare ai soggetti creditori“.

Ovviamente, la sola entità autorizzata a “stampare moneta” in ogni sistema monetario è la rispettiva banca centrale, che nel caso dell’Europa è la Banca Centrale Europea. E, al proposito, dobbiamo ricordare che l’Istituto guidato attualmente da Mario Draghi è molto attivo in questi anni nella creazione di nuovo denaro, grazie all’adozione del Quantitative Easing (QE, o allentamento quantitativo) che consiste nell’immissione di ingenti quantità di soldi nel sistema economico (tramite acquisto di titoli obbligazionari sui vari mercati europei) con l’intento di generare un volano in grado di rimettere in moto l’economia del Vecchio Continente (parliamo di 60 miliardi di “nuovi euro” ogni mese). Anche le Banche Centrali di Stati Uniti, Giappone e Regno Unito hanno di recente messo in atto simili piani di espansione monetaria.

Tornando alla questione della “moneta scritturale in proprio”, possiamo dire che qualsiasi iniziativa di creazione di denaro dal nulla messa in atto da soggetti diversi dalle Banche Centrali è dunque del tutto priva di valore legale, ed i creditori “non possono accettare queste forme di “pagamento”, e sono autorizzati ad attivare le tutele previste dall’ordinamento per il caso di inadempimento“, come si legge nel comunicato di Banca d’Italia, la quale conclude ricordando che “valuterà possibili iniziative legali sia quanto a potenziali effetti destabilizzanti nei confronti dell’ordine pubblico economico, sia in termini di tutela della propria posizione“.

Suggerisco di leggere anche i documenti cui fanno riferimento i link contenuti nel documento della Banca d’Italia, relativi alla gestione della valuta in uno Stato o in una Unione Monetaria. Per vostra comodità, riporto i link più interessanti di seguito:

Che cos’è una Banca Centrale

Che cos’è il denaro

Quaderno didattico su moneta e strumenti di pagamento

Emissione di moneta e signoraggio bancario

     

Se ti è piaciuto, condividi! Grazie.
  • 8
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *